sabato 31 marzo 2018

INSIEME

Io non so come si parla alle cicatrici,
e forse non bastano un bacio e un abbraccio.
Sarebbe bello poterle soffiare via,
e dire che tutto il fiato sarebbe per te,
ma se insieme non é solo una parola,
una scheggia sul muro del pianto,
sappi che si sta vicino
per cogliere i raggi di sole,
i giorni nuovi,
i sorrisi,
l'amore.

domenica 25 marzo 2018

SPAZIO

E l' ho capito che a volte il segreto sta nel saper fare un passo indietro. Non un passo avanti, ma uno indietro.
Per essere se stessi e ricordarselo, nei momenti in cui la vita non avrà posto per le cose preziose, tu fai un passo indietro, e lì dal tuo angolo saprai chi sei.
Per tutte le volte che il tempo ti lascerà con il cuore a metà, e ricordare é crescere a ritroso, tu fa' un passo indietro, e i pezzi del tuo cuore avranno il conforto delle cose che si stringono tra le mani, il sapore della pioggia o del vento, delle lacrime e di un raggio di sole.
Un passo indietro per guardarsi dentro, per scoprirsi se stesso, per riconoscersi e ritrovarsi, quando il rumore del giorno è troppo forte, quando i discorsi sono chiacchiere, quando i gesti sono apparenza.
Uno per ascoltare i sentimenti veri, i silenzi che sono parole, le mani che sono presenza.
Un passo indietro per fare spazio a te, per saperti senza bisogno di conoscerti, per fare insieme il tempo che aspetta solo di mettere a posto i pezzi del tuo cuore. 

  
"...ti faccio spazio dentro di me,
in questo incrocio di sguardi
che riassume milioni di attimi e di parole..."
   (P. Neruda)

lunedì 19 marzo 2018

CIELO

Mi chiedo cos'é che fa piangere i comici, 
e tuttavia li fa ridere. Come si spiega un'emozione, quando pian piano la luce del sole si assapora un po' di più, ed ecco che é come il ricordo di colori d'un tempo, d'altre luci, altri giorni, sopori lontani. I bambini no, non sanno le sfumature del sole. Non capiscono la fine di un giorno, e forse neanche si chiedono perché, il sole tramonta, ma poi sorge di nuovo, ed é giorno, un nuovo giorno. É quando cresci che inizi a capire le sfumature del sole, quelle del giorno, della stagione, del tempo. Quelle che si portano una parte di te e che te la rivelano, con una luce sul muro fatta già sentimento che sa chissá quanti cieli prima di te. Comprendi i meccanismi del tempo e tuttavia non lo puoi fermare, né afferrare, né tantomeno capire.
Eppure in queste sfumature che si susseguono in geometriche parvenze, s'incrociano le nostre vite.
Sono incroci di anime, di strade, di occasioni, a volte sono incroci mancati, altre volte, sono incroci di occhi, di mani, di cuori, incontri di sguardi, incroci di galassie e costellazioni. Sono tante sfumature che fanno piangere i comici e li fanno sorridere. Forse perché per ogni amore c'é un po' di dolore, per ogni respiro c'é un sospiro, per ogni presenza, c'é un'assenza....per ogni sofferenza c'é un sentimento vero, ma il resto non conta se in tutto questo ci sei tu.

lunedì 12 marzo 2018

LE PAROLE DELL' ANIMA

Se piangi e ti cola il mascara ti resta un segno sul viso. Mi chiedo di quante emozioni apparentemente senza traccia siano segnati i volti degli uomini.
Quanti sentimenti, quante lacrime, quanto dolore, quanti sorrisi fanno il volto di un uomo, il perché d'un'espressione, di una ruga comparsa all'improvviso.
Quanto il nostro viso conosce che noi non conosciamo, quanto sa, quanto racconta, e dire che ci guardiamo in faccia, lì dove si registrano i nostri giorni e i pensieri, il più delle volte senza sapere, senza capire davvero. Chissà quanto dicono i visi degli anziani, rispetto ai volti dei bambini, ma non nelle rughe, che sono la biologica geografia del tempo che passa. Nella pelle, in quello che respira, in quello che assorbe. Si può definire un solco lungo il viso, un'espressione, sapere cosa ha visto e cosa porta con sé? Se il viso racconta ma non parla, gli occhi sanno tutto, e dicono a modo loro. Dicono nella profondità di uno sguardo, nella dolcezza di una luce, nel silenzio di un vocabolario tutto loro, dicono le parole dell'anima, e sono come i discorsi non detti, le tante verità di questa vita che guardiamo il più delle volte senza vedere, senza capire, e che ci scivola addosso, ci passa dentro, ci cambia. Di quante verità siano pieni i volti della gente non saprei dire, ma se ogni tanto c'é un sorriso e tu mi sei accanto, é in uno sguardo diverso che risiede il senso di tutto quello che stiamo cercando.

domenica 11 marzo 2018

MI MANCHI

Sai che cos'é? Che a volte fa piacere ritrovarsi un po' di sabbia di mare dalle scarpe, un giorno di fine inverno, un raggio di sole, un momento felice, come dire "mi manchi", e sentire il sapore della felicitá che vorrebbe averti vicino.

sabato 10 marzo 2018

FELICITÁ

E l'ho capito sai, se la felicità di qualcun altro é la tua felicità allora quello é amore. Non conta nient'altro. I sorrisi, le lacrime, le parole non dette, quelle dette per imbarazzo, l'insicurezza che nasconde la paura, la paura che difende un sentimento. Non conta nulla di fronte a questa grande veritá: e cioé se sei felice io sono felice, se so che sorridi io sorrido per te, anche se non ti stringo la mano, anche se non posso guardarti negli occhi, anche se gli spazi tra gli istanti diventano ore e giorni e pianti, se ovunque é luce e tu vivi di questo, io sono felice. 
Ho bisogno di trovarti. E per trovarti parlo col mio cuore. Ho bisogno di essere forte, ma poi so che forte lo sono, perchè tutto quello che è vero è già forte di suo. Ho bisogno di capire che dietro ogni lacrima c'é un sogno, un pezzo di vita, un respiro d'amore, e che per ogni piccolo battito di felicità, c'è il sapore di un'assenza o di un dolore. Ho bisogno di sapere che ci sei, ma tutto quello che sento è perché in ogni caso ti porto con me.

giovedì 8 marzo 2018

GIOIA

Nessuno conosce il 
sentimento del tempo 
ma se i fiori fioriscono 
e sono come un raggio di luce 
é perché 
ovunque sei tu


martedì 6 marzo 2018

DEDICATO A TE

Io vorrei farti dormire e poi svegliarti con un bacio, ma come le principesse delle fiabe che si svegliano con un bacio e da lì in poi sono felici per sempre.
Mi guardo attorno...e cosa vedo davvero? Quanto ci portiamo dentro, quanta vita, quanta forza, quanto coraggio, quanta luce, quanta tristezza? Non lo so, perché ognuno di noi ha la sua storia da portare con sé, e spesso le lacrime coprono i sorrisi e gli sguardi nascondono una nuova ruga, e spesso non tutto é mai comprensibile pienamente, ma siamo fatti di amore, e tutto quel che non é amore non si puó neanche chiamare vita.
Vedi, io non so di quanti istanti sono fatti gli sguardi. Di quanto sentimento sono piene le parole che scrivono il tuo nome, di quanti giorni sono i pensieri che creano presenza, e che sono sempre una continua scoperta, una continua meraviglia. So solo che quando ci sei, tutta questa poesia che incontro all'improvviso in questo mondo di strade e pezzi di cielo, sembra un po' una fiaba, ed é così vero che vorrei svegliarti con un bacio e dirti "sono felice".

lunedì 26 febbraio 2018

BIANCO

Tutto bianco. A me piace il bianco, e dire che non é neanche un colore, ma é importante per rendere belle e dolci e candide le cose. Bianco é il colore della purezza. É la tonalità che serve quando tutto é troppo scuro, quando il rumore é troppo forte, quando le pennellate diventano eccessi e l'inconsistenza delle nuvole richiama la dolcezza dello zucchero filato.
Bianca é la bellezza della semplicitá. Sono bianchi i fogli da riempire, i panni stesi al sole, i vestiti delle spose e i mandorli in fiore. É bianca la spuma del mare che si infrange sulla riva e diventa la poesia di ogni onda, e bianco é il contorno degli occhi, da dove viene la luce, e il bianco non fa che trasmetterla e rifrangerla in quella che é sentimento, o voce del cuore.
I tulipani bianchi sono poesia, come il latte, che é il primo gesto d'amore e di protezione. 
Ma il bianco é anche quello che non é, e non accade.
É qualcosa di ovattato, che non diventa mai, l'ideale che é raro diventi realtá, il candore che si riveste d'innocenza, spesso non compreso e disprezzato da meschinitá e banalità. Per il bianco ci vogliono gli sguardi limpidi. E le mani giuste.
Il bianco a volte copre anche le cose e le persone, ed é come questa neve, che cancella l'aspetto del giorno, le strade del tempo, i passi della gente. Per un po' lascia tutto sospeso, tranne i pensieri, quelli no, restano sempre, che si tratti di un pianto o di uno sguardo d'amore, quelli restano. 

domenica 25 febbraio 2018

I POSTI DEL CUORE

Oggi giocavamo con le formine dei bambini. Quelle a incastro, perché é bello quando ogni cosa ha il suo posto giusto, é rassicurante se tutto combacia alla perfezione, se c'é un posto tuo, solo tuo, il tuo posto nel mondo. C'erano varie forme, di vari colori, ed il segreto era trovare il loro incastro giusto, il loro posto nel mondo,  ecco un rombo, un cuore, ecco una stella, un sole, un fiore.
Avevamo un cielo grande, pieno di stelle e di sole, con un cuore che volava via, ma che sapeva d'amore, e che pure restava, perché tutto quello che conta non ha forma e colore, ed é un sentimento, se ti fa vivere e sboccia come un fiore.
Era un cielo dove il resto dovevi inventarlo, ma c'era un po' tutto e bastava. Una stella per i sogni delle persone, un sole per dire no alla pioggia e al dolore, un fiore come pensiero gentile e gesto d'amore, un cuore, per avere dentro tutto quello che nel cielo non c'é, tutto quello che resta, che é vicino, tutto quello che conta ed é con te.
Erano pezzi messi a caso eppure avevano il loro posto nel mondo. Come glielo spieghi ai bambini che non sempre certi pezzi riescono a stare vicini? Come glielo dici che chi resta si tiene la sua solitudine, e chi va via porta con sé la sua?  Ma i bambini lo sanno. Nessun posto del mondo potrà sostituire i posti del cuore, quelli dove ogni pezzo si riempie, e conserva tutto quello che manca ad un cielo, nonostante ci siano già i fiori, un sole, e le stelle. 



sabato 24 febbraio 2018

NEL CUORE

É negli sguardi della gente che scorgo questa vita che mi passa accanto, e che sfioro, inafferrabile. In queste strade che mi riportano l'immagine di un tempo che fu, e che cerco, sotto un cielo grigio in cui vorrei ancora trovare l'ombra di un profumo, il sapore di un passo che non c'é più. Altri spazi, altri sguardi, altre voci, altri odori, altri passi, e mi chiedo dove siano finite le strade di tempo, dove siano finite quelle voci, e dove sia finita io, in questi spazi tra i silenzi che lasciano dietro qualcosa di noi. Non lo so, non lo capisco, e pure sento che c'é qualcosa che é successo, qualcosa che mi lega, qualcosa che fa piangere e sorridere, che fa bene e male, perché i ricordi che si amano sono quelli che ti lasciano addosso il sapore triste della malinconia. Così, mentre scrivo di istanti che il tempo trascina con sé, sento di sentirti vicino, e mi riscaldo.
Mentre aspetto questa neve che sta per arrivare, e che proprio non vorrei, ti chiedo di sorridermi. Sciogli questo ghiaccio che tiene lontane le mie illusioni, e questo freddo, che non vale uno sguardo, tanto calore dá l'averti vicino o stringerti una mano. Perché tutto quello che vive nel cuore, nel cuore resta. Che siano istanti, giorni o anni.

giovedì 22 febbraio 2018

SORRISI

Si scambiarono qualche parola,
forse qualche sguardo, qualche stretta di mano.
Non era cosa che succedesse così, come per scontato, e allora si scambiarono i giorni, e un pezzetto di cioccolato, l'inchiostro della penna su fogli da riempire, gli incanti degli istanti, e dei giorni a venire.
Poi si scambiarono qualche perché, ma non servivano poi a molto, e li misero da parte. Il sapore della pioggia era quello dello stupore e della certezza, e si scambiarono sogni e qualche carezza, il senso di un attimo, l'infinito di un passo.
Si scambiarono incroci di strade, di gesti, di destini. 
Le vie delle stelle e i raggi di sole.
Si scambiarono gli occhi negli occhi e qualche attesa, qualche paura, qualche lacrima, qualche canzone, qualche dolcezza, qualche dolore.
Non promesse frettolose, che per quelle sono bravi tutti. Né ore vuote. Né il resto senza senso.
Si scambiarono sorrisi. 
E i sorrisi vivono lì dove un cuore sa che puó tenerli stretti per sempre. 



lunedì 19 febbraio 2018

COME BAMBINI

Credo che quando abbracciamo qualcuno
un pezzo del nostro cuore si riempie,
e se l'abbraccio é forte,
allora questo cuore sarà pieno per sempre.
Non lo so di quante parti mancanti é fatta la vita di ognuno. Di quanti sogni, quanti desideri, di quante lacrime e nuove promesse sono paghi i passi che facciamo, e dire che sono i passi dei grandi, quelli che dovrebbero farci giocare ai giganti, e invece no, ci scoprono ancora a cercare le nostre impronte, a guardarci dentro, a voler essere sicuri come i grandi, bravi come i bambini.
Già perché i bambini non sanno dove vanno, ma vanno, e sono felici. 
Non sanno il sapore della pioggia, né quello del sole di giugno, e il loro mondo a colori si disegna fuori dai bordi o si stringe in una mano, e quella mano é un camminare insieme, passo dopo passo, con il mondo stretto in una carezza e il cuore in uno sguardo.
Non lo so di quante parti mancanti é fatta la vita di ognuno. Se tutto é un ideale che non ha posto nella realtà, se tutto é un'invenzione, una bugia, o soltanto un continuo incontro per essere ancora e nonostante tutto se stessi.  Quello che so é che tu mi abbracci e le mie parti mancanti scompaiono...allora stringere una mano é camminare in due, insieme, forti come giganti e grandi come bambini
.

giovedì 15 febbraio 2018

UN CUORE

Abbiamo un cuore che batte e non lo sappiamo che intanto racconta le nostre emozioni.
Un cuore che batte veloce quando abbiamo paura,
un cuore che batte lento quando tutto é tristezza,
un cuore che sembra spezzarsi quando non ci sei,
e che batte forte, quando invece ci sei.
Abbiamo un cuore per ogni stagione.
Un cuore per i vetri d'inverno,
uno per le sere d'estate
uno per i "ti penso" all'improvviso,
e i disegni dei bambini,
per i respiri
che non lasciano pause tra gli istanti
e hanno lo stesso ritmo,
lo stesso sapore.
Abbiamo un cuore che ogni tanto vola via lontano...
e se mi abbracci...questo cuore si riempie, e allora si può fare un ritmo piú grande.

lunedì 12 febbraio 2018

A QUELLO CHE É VERO

E poi l'ho capito come si ferma il tempo. Con un bacio. Un bacio può fermare il tempo. Tu forse non lo sai, ma ci sono baci che non si dimenticano, che ti fanno più forte, che ti sanno mancare. Sono quelli che ti ricordano il ticchettio della pioggia, l'alone delle luci che subito scompaiono, e tu non sai se é un cielo di stelle o solo il tuo batticuore a dare luce a tutto il resto. Non sai i brividi sotto la pelle, il sapore di un respiro, il silenzio delle parole quando hanno paura. Mi basta un sorriso. Saperti sorridere. Alle lacrime penso io. Alle frasi che ti direi, anche. A quelle che non ti dico. Alle poesie, quelle che sono ogni giorno parte di te, e di me. A quello che é vero, che ferma il tempo, perché nonostante tutto ci sei.

venerdì 9 febbraio 2018

FROM THE BOTTOM OF MY HEART

These are not my words,
these are yours,
but now I speak your language,
and put my feelings into words.
Look my smiling face,
it's just for you,
into my eyes
there are me and you
memories
that make me strong
while I'm crying
and I can't see,
bringing a dream into arms,
a sweet, eternal
lovely hug.
Now I put my feelings into words,
-time is a lack of sense,
absence is a lie-,
just to tell "Love you"
above all distances
from the bottom of my heart

giovedì 8 febbraio 2018

WHERE THE HEART IS...

Forse non sono brava a dire le cose importanti, ma le cose importanti non si dicono, si sentono.
Forse non sono brava a parlare di colori, ma colorare dentro i margini non mi é concesso, e con te poi no, sarebbe impossibile. Prendi troppo spazio, troppo azzurro, troppo sole, troppa pioggia, troppa dolcezza, troppo cuore. E così ho capito che le cose importanti ci passano a fianco, ci colgono passo passo, e ci conquistano una vita intera. Ci restano dentro, forse hanno il sapore dei sorrisi, delle lacrime, delle parole non dette che pure so e che ho imparato ad amare, il sapore delle cose belle e rare, perché la magia non é un incantesimo, se l'incanto é tutto quello che fa battere un cuore come se fosse la cosa più normale del mondo. E così mi riscaldo coi ricordi, con i profumi, persino con le lacrime che sono piene e mi riempiono la faccia di sale, e mi lasciano gli occhi gonfi, ma sono piene, piene di me, di sentimento, di verità, piene di tutto, piene di te. Io che mi ripeto le parole da non dire, che ho scoperto di amare quelle che conosci solo tu, quelle che sanno un po' delle storie da principe, e che hanno il calore di un abbraccio, il sapore di un silenzio, il rumore della pioggia, così, della dolcezza all'improvviso. So solo che quello che finisce non é di questo cuore. Che "per sempre" non é una promessa ma un sentimento, e che sono stupida, ma tanto, tantissimo, ma sono felice di esserlo, perché resti, tra il rumore dei giorni e di questo tempo che non ci capisce, resti. Se fossi stata diversa, se fossi stata quella più giusta, quella senza pensieri e con più leggerezza, forse adesso non avrei imparato che un amore è amore nella luce di ogni giorno, nella semplicità di un nonostante tutto.  E in questa autenticità, in questa vita che ci passa attorno ed ha il sapore di uno sguardo assorto, di un pianto e di un sorriso, mi sta pure bene, se so che tu sei, ovunque sei, tutto quello che non ti ho detto, tutto quello che "va bene così", tutto quello che non contano i giorni, gli anni, i confini, i percorsi....tutta la bellezza del mondo, che io voglio per te. Sempre e comunque. Nel mio cuore. Per te.  


And love is not the easy thing
The only baggage that you can bring
Love is not the easy thing
The only baggage you can bring
Is all that you can't leave behind...

And if the darkness is to keep us apart
And if the daylight feels like it's a long way off
And if your glass heart should crack
And for a second you turn back
Oh no, be strong
Oh, oh

Walk on, walk on
What you got, they can't steal it
No, they can't even feel it
Walk on, walk on
Stay safe tonight

You're packing a suitcase for a place none of us has been
A place that has to be believed, to be seen
You could have flown away

A singing bird in an open cage
Who will only fly, only fly, for freedom
 Oh, oh

Walk on, walk on
What you got, they can't deny it
Can't sell it, or buy it
Walk on, walk on
You stay safe tonight

And I know it aches
How your heart, it breaks
You can only take so much 
Walk on...
Walk on...

Home...
Hard to know what it is, if you never had one
Home...
I can't say where it is, but I know I'm going
Home...

That's where the heart is...

OCCHI NEGLI OCCHI

Occhi negli occhi
respiriamoci ancora

martedì 6 febbraio 2018

IO NON SO

Io non so se ci sono spazi tra gli istanti
ma in quelle pause di eterno
in cui il tempo sembra fermarsi
ed io stringo la tua mano
e tutto é come un grande respiro
tu ti prego sorridimi 

sabato 3 febbraio 2018

UN MONDO DI BENE

Ho capito che non posso fare uno sguardo diverso da quello che sento.
Non posso spegnere una luce negli occhi se sei tu che me li fai brillare, se mi illumini il giorno e le ore. Non posso fare uno sguardo diverso da quello che provo, e sinceramente nemmeno mi interessa, perchè niente puó spegnere un sentimento pulito e sincero, che non ha nulla di cui rimproverarsi all' infuori della sua ingenuità e autenticità.
E così mi sento un po' inadeguata, in questo mondo dove cammino e non so se ho le difese giuste, i giusti anticorpi, in questo mondo dove all' improvviso il sorriso di qualcuno mi ricorda che esisto, e inciampare in uno sguardo significa guardarsi dentro e arrossire, e dire che mi piacciono solo le parole dolci, e le mani da stringere e accarezzare.
Sarà che mi basta un gesto o una parola gentile, una presenza, come dare un bacio sul naso e averne uno sul mento, perchè possa riempire una pausa con un ti voglio un mondo bene, e perché tutto abbia il valore che merita.


PAROLE...PER TE

Una parola non é mai solo una parola.
E non é un caso che i linguisti per definire il segno linguistico parlino di significante e significato. Sì perché oltre all'aspetto grafico ogni segno, ogni parola ha un contenuto semantico connotativo di un proprio valore ontologico e significato valoriale di riferimento.


Ci sono parole che mi piacciono moltissimo.
Tra queste:


Emozione: dal latino emovère (ex = fuori + movere = muovere) "tirare fuori" ma anche "scuotere, agitare", è tutto ció che abbiamo dentro e che nel gioco degli incontri o incrocio di sguardi diventa appunto "emozione".


Saggezza: una parola che sembra noiosa, ma che nel corrispettivo greco ci riporta a noi stessi, in una accezione bellissima. "Sophrosyne" che in greco è la salvezza dell'anima (dal verbo sozo, "salvare" e dal sost. fren "anima"), come dire la voce del proprio cuore, della propria coscienza.


Entusiasmo: dal greco enthusiasmòs, "avere il dio dentro". È così, provare entusiasmo é amplificare una dimensione di luminosità, che ogni tanto all'umanità di tutti i giorni, anche su questa terra è concessa per un po'. 


Poesia: parola bellissima, dal lat. "poesis",  gr. "poiesis" e dal corrispettivo verbo "ποιέω" nell'accezione di "fare". Se questi individua la funzione primaria di derivazione indoeuropea del poeta quale "artigiano della parola", la radice sanscrita
 -pu riconduce all'atto della "creazione". 
 La poesia dunque è creazione, e tutto quello che è, è per forza di cose poesia...


Nostalgia:  parola poetica per eccellenza. Dal gr. "nóstos" e "algos", la nostalgia è letteralmente il "dolore del ritorno".  È il dolore per il desiderio inappagato di ritornare, un'assenza che per i greci era un viaggio, o chissà, romanticamente, un ritorno.


Desiderio: altra parola poetica per eccellenza. Dal lat. de (allontanamento, mancanza) e sidus-eris (stella) é la mancanza dolorosa delle stelle. E da qui, da questo sguardo al cielo stellato, vi è il forte desiderio di raggiungere ció che manca, che ci fa sospirare, o sognare.


Amore: la parola piú bella del mondo, dall'etimo incerto, ma a me piace pensarla derivante dal lat. a-mors (composta dall'alfa privativo "a" piú il sost. "mors-mortis" morte), "senza morte". L'amore che vince sulla morte e sulla vita, che è "senza morte", che vive e che, come impresso nel suo stesso sentimento, dura davvero per sempre.


mercoledì 31 gennaio 2018

OVUNQUE SEI TU

Luna non delle promesse,
luna delle speranze
degli sguardi senza nome
senza tempo
di un bacio
e il sapore di una carezza
forse qualche lacrima
perché chi non piange
non sa l'amore 
ma tu vedi e sai
sai il percorso
di queste strade
l'infinito dei silenzi
dove costellazioni
incrociano sguardi  
e il cielo
parla e canta
e vive
ovunque sei tu

martedì 30 gennaio 2018

STELLE

E se guardo le stelle e il cielo e la notte dove va a finire il mio sguardo? e se non so dire quello che provo, é forse meno forte un sentimento che non ha voce né fiato? Forse sono sbagliata, tra poesie e sguardi a metà, perchè a tenere il viso troppo in sú arrossirei, e ad ascoltare troppo perderei le cose importanti, una parola gentile, un sorriso, un accenno di silenzio.
Io che mi specchio nei tuoi sguardi, so che se le stelle brillano piú forte, raccontano anche loro una poesia.
Forse non la conosco, forse la capisco solo a metà, ma se tu mi sfiori la mano, allora quel cielo di stelle...sei tu 



lunedì 29 gennaio 2018

DECALOGO DELLA FELICITÀ

Lavora sodo
Fa' quello in cui credi
Non sprecare un sentimento
nel commercio degli sguardi, nel rumore delle parole, delle circostanze
Vivi per il tuo cuore
Resta coraggiosa
Resta dolce
Resta sincera
Cerca il sole
Ama forte
Ascolta il tuo batticuore
e fanne un respiro di felicitá

venerdì 26 gennaio 2018

E IL MATTINO

E poi mi chiedo dove va a finire il mare, quando scende la notte, e subito scompare. Dove vanno a finire questi alberi, i profili delle cose, i silenzi delle strade, quando la notte diventa piú vicina, e il giorno s'addormenta e tutto diventa silenzio. Quante volte ho guardato il mare, lì davanti all'imbrunire. Quante volte ho sentito la sua voce, la tenacia delle sue onde, lì avanti e indietro, con le stelle che si accendono e sono come tanti piccoli gesti di meraviglia, e le parole si fanno un po' piú grandi, come questo tempo, che si imprime sull'asfalto, e non lo sappiamo, o forse accarezza solo le ali di un gabbiano al tramonto, che inconsapevole vola via.
Quando succede, c'é un momento preciso, me ne sono mai accorta, lì dietro il rumore delle cose, dietro il nero dove il mare riposa, dove resta, dove respira. 
C'é un momento preciso in cui la sera diventa notte. Ed é quando questo il cielo si riempie di colori e sfuma via, incanto di mondi lontani, che s'incontrano, e lasciano sguardi a sentire il sapore della notte, a capire il rumore delle cose, a cercare i silenzi, per poi guardarsi dentro, a sentirsi battere il cuore.
Come accada non lo so, quando succede, se all'improvviso, o forse no, sono io che non capisco i perchè delle cose, le ombre che restano dietro i silenzi, se vi sia solitudine, o soltanto verità, se vi sia attesa o soltanto pace, e dire che mi fa un po' paura, se tutto è troppo buio, e il mare scompare, e non vedo piú i contorni, o forse vorrei essere solo un po' piú grande, trattenere le cose, tenerle per me.
Quelle che restano, comunque. 
Che hanno il rumore delle onde, il profumo del vento, il sapore di una carezza. Quelle che restano, e ritornano, ogni nuovo giorno, mentre tu mi tieni la mano. 


"Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolio della brezza,
tepore, respiro
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino".

Cesare Pavese, In the morning you always come back


martedì 23 gennaio 2018

MIO CUORE

Strano il mio cuore
che arrossisce
delle cose serie
e vola via
se mi rubi
il fiato

domenica 21 gennaio 2018

IN OGNI CASO

E poi non lo so
come vanno le cose
ma tu
in ogni caso
mi baceresti
le lacrime?

sabato 20 gennaio 2018

VICINO

Incontro
poesie
all'improvviso
scritte
da qualcuno
che non sa
quanta poesia
porta con sé

giovedì 18 gennaio 2018

Oggi sono andata a fare delle sostituzioni alle medie. Che strana sensazione...mai avrei immaginato da ragazzina di tornare in quelle classi così, dall'altra parte della cattedra, dall'altro lato delle cose, del tempo, della vita, del mondo. 
Del mio mondo. Ma quando é passato tutto questo tempo? E perché non me ne sono accorta? Lì le finestre (come le vedute) sono rimaste le stesse. Forse gli ambienti si sono rimpiccioliti, o forse no, ero io che li vedevo un po' più grandi. 
Eppure quanti ricordi...quante cose che non sono semplicemente più, cambiate, passate via. Forse la vita é essere continuamente dall'altra parte. Dall'altra parte della cattedra, della strada, della luna, di uno sguardo, o man mano che il tempo passa, dall'altra parte dei ricordi.

mercoledì 17 gennaio 2018

BLOG

Se mi chiedessero come é iniziata, non saprei dire.
Forse perchè ogni giorno ha la sua piccola parte di storia, o soltanto perché ogni incontro ha con sé una parte di noi. Chissà. Sei nato così, come per caso,
giorno dopo giorno, sul sapore di una pagina che oggi si condivide con un click, e dire che non mi piacciono le cose vistose, mi mettono a disagio, perché la poesia la portiamo con noi, ed é fatta di cose piccole e magiche. La poesia di ogni giorno, quella che a volte non ti fa alzare la testa dal cuscino o che ti sporca la faccia, quella che ti sorprende ed ha il sapore di pino e di mare, e dire che ti esplode dentro se all'improvviso è una canzone, o se é uno sguardo, un accenno di promessa, una parola gentile o un "ci sono io con te".
La vita è un'insieme di strade, alcune bellissime, altre dolorose, altre indimenticabili, altre piene di rimpianto, di ricordo o soltanto passate, e ce le lasciamo dietro tra un sorriso e una ruga in piú, con il sale delle lacrime che diventano il sapore dei sogni preziosi, e quelli sì che durano per sempre.
Quanti passi su queste strade in cui cerco ancora il profumo di un tempo che sta cambiando, e non capisco e non so perchè, e vorrei afferrarlo, per non lasciarlo andare via, per tenerlo con me, mentre cambio, mentre sono ancora la stessa, mentre mi viene da piangere, mentre mi viene da sorridere e vorrei solo delle braccia piú forti di me accanto, a contenere tutto questo e a renderlo magico e a tenerlo per me. 
Forse perchè i bambini lasciano volare in cielo gli aquiloni e pure tengono appesi ad un filo i loro sogni perché non volino via, forse perchè tutte le cose preziose si tengono strette, forse perchè per tutte esiste un cielo azzurro in cui poter essere libere, ma un filo che le tenga con sé, per non perdersi, per tenersi, per non lasciarle andare via. Ed è questo che conta. 
Non la distanza, non questa strada che ci fa sfiorare e poi andar via, ma questo filo. Perchè le cose vere non si perdono, durano per sempre, si incontrano per caso e  restano, restano nonostante tutto, che sia una voce del cuore, una frase scritta su un blog, un respiro condiviso o uno a metà.

martedì 16 gennaio 2018

UN BACIO

La dolcezza
Il sapore
il momento
il peso
il sogno 
di un
bacio

domenica 14 gennaio 2018

SE...

Se fossi piú furba tutto sarebbe diverso, e invece no. Mi sento ridicola per la mia ingenuità, forse spontaneità, di sicuro onestà. Forse se sapessi dire le cose importanti, se avessi una faccia che non si rivela, un cuore che non sente, un viso che non arrossisce, un sentimento che non si affeziona tutto sarebbe piú semplice. Non starei in silenzio con il rumore dentro. Non parlerei con le lacrime in gola. Né lascerei sorrisi lì dove ci vorrebbero abbracci. Forse non so come si fanno le cose giuste, ma so come si fanno quelle vere. E vivo di queste, che sia una lacrima, un bacio, un sorriso.

mercoledì 10 gennaio 2018

OGNI ISTANTE

Non lo so quanti baci si possono dare con gli occhi, quante carezze solo con gli sguardi, se voglio stringerti, o solo parlarti, e tutto sarebbe bello così. Non lo so. 
Non so i fili del telefono, le nuvole sopra le case, i fogli bianchi, le onde del mare che si spingono e non hanno mai fine...
Attraverso mondi di sguardi, e mi  schermisco, in cerca di frasi senza parole, qui dove anche i comici hanno lacrime, dove le strade sono crocevie d'incontri, dove le stelle sono insegne di qualche meraviglia lontana, magari un sorriso o una preghiera, un bacio, un ricordo.
Non lo so.
Non so i perché della gente, i perché delle strade, i perché del tempo, che ci fa incontrare e poi andar via, i perchè nella pelle, quelli fatti sogno, quelli fatti incanto, brivido pianto...Non capisco.
So solo che se ogni istante penso a te, se ogni istante è pieno di te, se ogni attimo una stella esplode, un poeta scrive, un temporale accende il cielo ed è come il mio cuore,
allora ogni istante sei tu.
Ed é perfetto così.

domenica 7 gennaio 2018

PER VOI

Cari alunni miei,
vi scrivo questa lettera perché ormai sta per iniziare il secondo quadrimestre, e per questa nuova parte dell'anno scolastico vorrei augurarvi un 2018 da magia, tra i banchi di scuola e non solo. Vi ripeto che mi sarebbe piaciuto accompagnarvi all'esame finale, ma conoscendovi, so già che sarete bravissimi, e darete prova di voi e delle vostre capacitá. Vi ho trovato più grandi, ora che sono passata a salutarvi, ma il calore dei vostri sguardi é stato quello di sempre, e davvero non credo che delle classi sappiano comunicare tanto affetto come la vostra, ed io mi sento molto fortunata ad avervi incontrato. Così vi dico (ora non pensate che mi metta a fare discorsi da vecchia, ho controllato eh, nessuna ruga nuova ma ho un brufolo) vi dico di essere sempre voi stessi, che l'esame finale é un piccolo traguardo che affronterete a testa alta, che alla fine conta quello che si è, e quello che si diventa passo passo, superando le difficoltà con impegno, (un bel po' di emozione) e serietà. Crescere significa crearsi un proprio bagaglio di conoscenze, sì, ma anche un proprio universo di valori, di sentimento, amore, passione. Ecco di fronte agli esami, quelli veri della vita, conta questo: quello che siete, e non quello che sembrate, quello che avete dentro e che è la vostra forza, ancor piú in una società dove tutto deve passare subito, in cui il rumore e l'immagine sembrano piú attraenti del sapore di un abbraccio o di un raggio di sole... Vi chiedo perció di essere semplicemente voi stessi, di tenere stretti i vostri sogni e dargli valore con il tempo: sono i vostri sentimenti la parte piú preziosa di voi. Quello che siete e avete dentro.
Anche e soprattutto di fronte alle prove della vita.


sabato 6 gennaio 2018

PIOGGIA

Vedi, io non lo sapevo,
ma è successo,
non lo sapevo
quando ti ho incontrato,
non lo sapevo
fino a un momento fa,
forse non lo so
neanche ora.
Allora dimmelo tu.
Dimmi tutto
quello che non so.
Insegnami
il sapore
della pioggia. 


venerdì 5 gennaio 2018

PERFETTO COSÌ

E poi vorresti solo che qualcuno ti abbracci.
Succede quando sei stanca.
Quando non ce la fai,
quando metti il broncio
quando non passa e bagni il cuscino.
Quando le sue braccia
sono tutto quello di cui hai bisogno,
sentire il suo respiro,
stringere forte
e sapere che tutto é perfetto così.

giovedì 4 gennaio 2018

LEGAMI

"Le molecole sono legate tra di loro in forme diverse. A seconda della forza che le tiene unite, la materia assume forme diverse"



-Tu lo sai perché sono belle le bolle di sapone?
-Perché sono leggere, perché basta soffiare
e volano libere nell'aria
-ma da cosa sono formate?
-credo da acqua, e un po' di sapone,
per stabilizzare quella che i fisici chiamano tensione superficiale
-ma perché da sola l'acqua non può volare?
-credo che da solo non possa volare nessuno
-in che senso?
-beh tu quando soffi su un po' di acqua sai già che stai  stai soffiando sui tuoi sogni. 
Te l'aspetti.
Ma non sai che mentre soffi stai creando una piccola magia. Sono legami.
Tu soffi e loro come per incanto esistono...
e volano, prendono vita, riflettono luce.
Come l'amore.
Anche l'amore é così.
Tu non sai che un respiro più profondo sta per dare vita ad una piccola magia.
Eppure soffi, e tutto diventa un volo.
-Ma le bolle di sapone sono fragili, si rompono.
-Ed è per questo che ci vogliono i legami.
L'acqua cerca il sapone, ha bisogno di lui come del volo giusto. 
Solo così ci si puó abbracciare e riflettere un cielo piú grande.



mercoledì 3 gennaio 2018

martedì 2 gennaio 2018

CARO 2018...LETTERA

Caro 2018,
vedi di non farmi ingrassare eh,
perché me ne accorgo,
se mi tocco la pancia
mi faccio il solletico,
e se rido...
(uffaa)
vedi inoltre se puoi
di farmi allungare nuovamente i capelli,
mi piace giocarci con le dita,
sentire il vento
che mi spettina...
(o magari potrei tagliarli di nuovo
come Rapunzel da bruna
#Rapunzel unadinoi) 


Avrei dovuto iniziare questa lettera così,
ma poi mi sono resa conto che tutto quello che voglio dirti é questo: 


Caro 2018,
e alla fine sono sempre io,
quella che un altro anno é passato,
quella che vuole essere grande
che vuole essere forte.
Sono io.
Quella che si guarda allo specchio
e cerca un anno in piú,
ma sa che nonostante tutto
é se stessa,
ed è bello, 
perché il valore lo portiamo con noi,
e seguire il cuore è dare spazio
alle cose che contano
che scaldano,
e danno calore.
Sono sempre io.
Quella tra una lacrima e un sorriso
quella che non le basterebbe mai
eppure ció che resta
resta
ed é senza voce,
senza parole.
Sono io.
Quella che ancora si commuove
se il principe ama la principessa,
(anche ai matrimoni lo ammetto)
e che vuole fare la grande,
ma poi sa che non é il mascara
a coprire gli sguardi da bambina
e pure le piacerebbe essere un po' di più, 
un po' di più.
Sono sempre io.
Quella che a volte piange e stringe il cuscino,
quella che si affeziona e fa finta di no,
quella che scrive lettere d'amore
e che ci morirebbe
se pensarti significa vivere
e vivere significa pensarti per sempre. 
Sono io.
Quella del fiato spezzato
e dei baci lenti,
quella degli abbracci profondi,
e dei canti senza parole,
quella che ci mette il cuore e non impara mai
e forse é un po' un disastro,
ma quando ama
ama forte
e allora é davvero,
e allora va bene così.
Caro anno nuovo,
non ti chiedo le eccezionalità
che riempiono l'aria di paroloni
ma non dicono nulla,
né le esteriorità che coprono vuoti e sono tristezza.
Io ti chiedo sguardi limpidi e profondi, 
ti chiedo baci sulla pelle
(tanti)
e sorrisi
che siano
ogni nuovo giorno
carezza di vento e una promessa,
perchè ogni storia è un pezzetto di vita, 
perché ogni storia é una storia d'amore. 



sabato 30 dicembre 2017

ANIMA

E poi metti le luci di un albero di Natale, la stanza buia, la penombra. Metti la notte, fuori, l'inverno oltre la finestra, metti le labbra morbide, le stelle che si accendono, metti le tue braccia, le canzoni che si scrivono, metti che sono felice, metti i poeti che parlano alla luna, le fontane che zampillano, i fiori che non sanno e vivono. Metti che sei tu, metti che mi fai un po' paura, metti che sorridi, metti che é bellissimo, metti un orizzonte, una costellazione lontana, un' esplosione di stelle, e poi ancora la notte, le luci di Natale, il mio cuore per te, e tu, solo tu.

MANUALE DI FISICA E BUONE MANIERE - una recensione

Un libro che ha in copertina una formula matematica, una equazione che abbina lettere greche e segni e grafie scientifici. Non ci si aspetterebbe mai di stringere tra le mani una storia d'amore, un romanzo sull’amore e sulla vita.
Manuale di fisica e buone maniere è un libro gentile e allo stesso tempo lucidamente implacabile, un romanzo che abbina scienza e letteratura, per descrivere la drammaticità di una condizione umana bloccata nell’incapacità di vivere pienamente, o di vivere secondo la norma, secondo schemi, “leggi” e regole convenzionali, come i più fanno.
"É la storia di occasioni mancate” di un Lui e una Lei, accompagnati da un passato tragico, entrambi alla ricerca di una propria dimensione, o forse entrambi rassegnati ad andare incontro a se stessi e al proprio destino, nonostante i tentativi di determinare se stessi e la propria autenticità. Ed é così che le leggi della fisica diventano sistema duale e speculare di interpretazione e di riferimento, una lente d’ingrandimento sotto la quale si riflettono e si definiscono i due protagonisti e la loro storia, come i pianeti e le orbite su una grande cartina del sistema solare, come i quanti in un sistema entropico e di riferimento, come su un moto rettilineo ed uniforme e le sue variazioni o sull’attrazione spazio-tempo. 
Daniele Germani scrive un romanzo intenso, un romanzo permeato da una “scientificità” e da una poesia assolute.
 Non è un caso che questa “dualità”, questa duplicità tra uomo e scienza, tra vita biologica e vita interiore, tra universo e io, tra leggi fisiche e moti del cuore si ripercuota in tutto il libro, nella strutturazione stessa dei capitoli ( correlati dalla numerazione tipica dei manuali scientifici e opportuna nomenclatura) e a cominciare fin dal titolo, lì dove un compendio normativo si abbina o antepone a un canovaccio di buone maniere, a un modus vivendi o leggi non scritte, che altro non sono che un tentativo per essere, o imparare a vivere. 
E così, noi che pure siamo fatti di materia, ci sottraiamo al moto dei corpi perché influenzati da altre “leggi”, da forze invisibili e incomprensibili a cui non sappiamo opporci. "Il senso di colpa, l’odio, l’affetto, l’amore”, sono forze non osservabili, ma che regolano le nostre vite, che ci espongono alla vita e ci rendono vulnerabili, che ci mettono di fronte all’amore e soprattutto alla possibilità del dolore, e cercare di rinunciarvi equivale appunto ad una vita a metà, ad una “non-vita”.
Così come il gatto di Schrodinger e la scatola chiusa, a metà tra ”essere vivo” o “essere morto”, potenzialmente e apparentemente vivo o morto. Così come il cielo di Londra, senza stelle eppure pieno di stelle, o la cometa di Halley, che é visibile ogni 77 anni una sola volta per ognuno, ed é già passata, sotto un cielo di nuvole e carico di pioggia. 
Ma così come le nostre vite sono influenzate da eventi incontrollabili, queste non sono determinate interamente da leggi ineludibili. C'é una possibilità di scelta, cui l’uomo non può sottrarsi, una minima possibilità.
 E qui arriviamo all’equazione di Dirac che descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico, e che forse va oltre le azioni di ognuno e la vita stessa, la formula fisica dell’amore: “due particelle provenienti da uno stesso campo elettromagnetico, una volta liberate continuano a mantenere un legame tra di loro”. Ognuna continuerà ad influenzare l’altra anche se lontane e irraggiungibili, perché non saranno piú due sistemi distinti, ma ormai costituiranno un unico sistema.

Lui e lei, i protagonisti del libro di Germani, le cicatrici se le portano dentro. Ce l’hanno sulla pelle, l’una sulla mano e l’altro rappresentata da una gamba zoppicante, e ce l’hanno nella vita, in quella vita che è come un sistema entropico, in cui forse non bastano un manuale di fisica e uno di buone maniere, per vincere la solitudine ed essere davvero felici.  

di Laura D'Angelo

foto di Antonino Vicoli



Cerimonia di premiazione Premio letterario "R. Artese"- città di San Salvo - V edizione

http://www.premiosansalvo.it

venerdì 29 dicembre 2017

NOTTE DI FINE ANNO

Caro 2018,
mentre ti scrivo mi chiedo quanti sogni ci siano sotto il cielo, quante preghiere, quante attese per questo nuovo anno che sta per arrivare. Mi chiedo quanti sguardi all'insú, quanti desideri, quante speranze racchiuse in una notte, e capisco che alla fine siamo davvero tutti uguali, e non fa differenza, se ognuno ha il suo sogno o desiderio da portare con sé in una notte come questa.
E cosí quello che ti chiedo è di ascoltare i cuori della gente. Di guardare oltre le piccole storie di ogni giorno, oltre i lustrini dei vestiti della festa, oltre i malumori, oltre i sorrisi pieni di tristezza, oltre le lacrime piene di stanchezza, oltre le parole che non dicono nulla, oltre i gesti che non sanno di niente, e di portare a tutti un po' di serena felicità. Di portare un desiderio realizzato, un incontro fortunato, un messaggio inaspettato, una buona notizia, un sogno che si avvera, un sogno in piú.
Sai, in queste notti di festa a volte io mi sento un po' triste. Triste per i giorni che finiscono, come i tramonti, per gli abbracci che mi mancano, per le corse a perdifiato per la strada che si fanno sempre piú lontane, e vorrei respirare un po' piú forte, per tenerle con me, per non perdere le immagini sbiadite di una rincorsa verso il tutto e verso ogni nuovo continuo divenire. Sai, io a volte sono un po' appiccicosa, e vorrei che le cose che amo non finiscano mai, vorrei tenerle strette, stringerle forte, ripetermi il loro nome, vivere di queste e per queste, proteggerle, amarle e amarle ancora. Non mi piacciono i cambiamenti, anzi a dire il vero mi fanno paura, così come le cose che ci prendono il cuore, ci rubano l'anima e subito scompaiono, finiscono, o semplicemente si trasformano, e ci insegnano a diventare grandi, ad imparare dalla vita, da noi.
Ma il segreto di ogni tramonto é l'alba che ogni nuovo giorno porta con sé. Ed é per questo che per ogni anno che finisce ce n'é uno nuovo che ci aspetta. E forse mentre il mondo spara in cielo le proprie felicitá, dovrei essere felice anche io per questo.
Così per questo nuovo anno ti chiedo ancora tanto sole. Ti chiedo di potermi guardare dentro e fuori ed essere sempre me stessa, di metterci il cuore, tanto al resto ci pensa la vita, e di poter essere sempre la parte migliore di me. Ti chiedo abbracci veri e profondi in cui rifugiarmi, sguardi che sanno scaldare, parole che sanno ascoltare, incontri per cui valga la pena, baci come poesie, e incanti sulla pelle che profumano di felicitá, pieni di significato, pieni di te.
Ti chiedo di fare spazio...nel casino di questo cuore, che si affeziona ama tanto e non impara mai, ti chiedo spazio, tanto spazio, nient'altro se non per te.


mercoledì 27 dicembre 2017

COSE CHE HO IMPARATO DA POCO (A SCUOLA)


- Il motore non é soltanto una parte della macchina ma esiste davvero

-Anche la ruota dentata esiste sul serio
(e si puó calcolare)

-Quando ti arrabbi ti arrabbi davvero
(solo che ti senti dire che sono le donne che quando si arrabbiano urlano!)

-I ragazzi non studiano ma in compenso sanno copiare benissimo

-Le palme che tende Foscolo...le palme?! cosa sono 'ste palme?!

-Tra proposte di morte e proposte di matrimonio il passo é breve
(quale accettare?!)

-Mai lasciare sciarpette in giro...troverai qualcuno che le respirerà e annuserá
(mi é successo davvero!)

-I doppi sensi non sono solo doppi
(ma quadrupli...elevati al quadrato e così via)

-Tra cori goliardici e proteste il passo é brevissimo
(ogni scusa é buona)

-Gli aperitivi...vanno benone
(basta un goccetto e peró si ubriaca la prof!)
(
E qui qualcuno si deve sentire in colpa, molto in colpa!!)

-I quadri elettrici non sono solo quadri ma molto di più
(e tutto il resto é mistero)

E poi ci sono i ragazzi....

I ragazzi ti restano dentro, e sanno mancarti.
A volte sanno un po' di fumo, di rasta e musica rap, ma hanno le mani sporche di lavoro, ed é bello, perché profumano di dignità.
E poi hanno una sensibilità particolare, hanno personalitá.
Non sono come i tanti, omologati e senza idee, ma conoscono la vita, quella vera, e sanno dare tanto, con la loro spontaneitá e sincera semplicitá. 
Sono quelli che se ti dicono qualcosa é perché la sentono davvero, quelli che non conoscono l'endecasillabo ma sanno macchine e moto, quelli che parlano rap e qualche poesia ce l'hanno anche loro, fuori da scuola.
Sono quelli che incontri in giro per strada e ti dicono: "prof, ma sempre co' ste cuffiette, poi dice a noi", quelli che ti mandano a quel paese, e a volte ti offendono anche, quelli che non gliene importa proprio ma che sanno comunque farti sentire parte di un mondo, il loro... e tu non puoi fare a meno di provare simpatia, di volergli dare quattro schiaffi, di volergli già bene.

martedì 26 dicembre 2017

A BASSA VOCE

Hai notato che i bambini, quando vogliono dire un segreto, lo fanno piano, a bassa voce, all'orecchio e con le mani vicine come a proteggerlo e a non farlo scappar via?
E i grandi?
I grandi a volte non lo sanno, chiudono a chiave,  dimenticano, o mettono via.
A volte lasciano i loro segreti nel cuore, li contemplano lì dove vivono e fanno piú male, li mettono a tacere, fanno spazio, fanno silenzio. Eppure tutte le cose che durano parlano, hanno parole, non smettono mai.
Una canzone, una poesia, una frase sul muro, un fumo di sigaretta.
I grandi quando vogliono lasciano i loro segreti un po' ovunque.
Non ci vuole poi molto per sentire come i bambini, per dire come i poeti.
Basterebbe sussurrarti parole d'amore, magari un bacio, un respiro...sfiorando sulle labbra i segreti che vale la pena ascoltare di nuovo e ancora...
a bassa voce...con te.

sabato 23 dicembre 2017

PER TUTTO

Per tutto l'amore che crei.
Per tutto l'amore che prendi.
Per tutto quello che lasci.
Perché non é mai abbastanza.
Perchè a volte fai paura, ma è bellissimo.
Perchè "sentirti" è un sentimento.
Perchè...
...perchè collisioni di galassie,
fogli di quaderno, angoli di strada,
non dicono nulla 
se non quello che non so dire. 
Non ci vuole poi molto. 
Basterebbe stringere nel vento una carezza, un bacio da sussurrare, e ogni volta è Natale.

giovedì 21 dicembre 2017

CIÒ CHE RESTA

Dicembre, le cose che finiscono.
Mi fanno paura le cose che finiscono, quelle che cambiano, e si portano via una parte di me, di noi, di queste parole pensate per una lettera, e subito svanite. Mi fanno paura, vorrei stringerle forte, magari riempirle di baci, di abbracci che significano "resta qui", come chiudere tra le braccia un sogno, un amore timido e forte. Eppure tutto quello che non cambia non esiste. 
O forse esiste, ma è un ideale che vive di sé e per sé, ed io non voglio idee ma veritá, perché solo ciò che é reale e autentico ha senso davvero.
E così ho capito. Ho capito che tutto quello che dura davvero é sentimento, un sentimento vero che dá senso a tutto il resto, é il valore che gli diamo, perché solo così amiamo davvero.
Ho capito che se il tempo passa, tu no, non passi, che muore solo quello che non é importante, che non é reale, che non é vivo, che non ci tocca davvero.
Allora sarò forte, di fronte alla vita che va e si porta via una parte di noi, che mi manca, che mancherà...magari mi accoccolerò tra le lacrime, ma poi a testa alta ci proverò, forse piangerò ancora un po', un altro po', ma sarò me stessa, ed allora non conta nient'altro, se tutto quello che conta é il mio cuore che batte per te. E così la vita ci lascia sottosopra, con qualche piccolo incanto e meraviglia, con qualche sorriso a metá o tristezza antica, un canto, un soffio di vento.
Con le cose che non ci sono più e che restano, con quelle che restano ma sono giá andate via da tempo, con quelle che fanno parte di noi e che sono preziose come il regalo di una canzone, perché hanno lo stesso batticuore, lo stesso sguardo, la stessa luce negli occhi...ecco io che odio la parola fine, e che potrei vivere di un sapore per sempre, io che mi affeziono e non imparo mai, io voglio spazio per chi conta davvero. Il resto sono solo nuvole, senza senso, senza valore, senza forma, senza cuore.
E ciò che é senza cuore non può toccarmi.

sabato 16 dicembre 2017

PER TE

Erano le luci per strada a dire che finalmente era arrivato il Natale. L'aria era frizzante, e ogni angolo sembrava portare con sé il sapore di una promessa in più, o forse era soltanto attesa di qualcosa di speciale, qualcosa di magico, che respiravi nell'aria, nell'aria fredda dove sbuffi di fiato erano capriole e felicitá. Non so quando, ma c'é un momento esatto in cui tutto diventa inafferrabile ricordo. Succede piano piano, o forse no, c'é un istante preciso, le lacrime non sono piú quelle da bambina, e ogni sguardo é pieno di altri sguardi e verità.
Succede quando ti trovi a pensare e a ricordare. Quando é stata l'ultima volta, quando la prima, quante giravolte con quelle scarpette blu, quando si é diventati grandi e nessuno me lo ha detto, quanti flash con quelle foto a colori, che peró non rendono tutto quello che c'era davvero.
E cosí le luci di Natale, tornano, e riportano un po' tutto. Riportano il suono della campanella a scuola, il panettone con i canditi, gli auguri, le cose che si preparano ad ogni nuovo anno.
Riportano le luci che non ci sono piú, le strade che abbiamo visto prendere forma e poi cambiare, i passi oramai lontani, i ricordi. Riportano gli anni dei giochi, gli anni gentili. Riportano una parte di noi, di me. Di me che mi guardo allo specchio e forse non capisco i confini del tempo, le parole dei grandi, i loro perché, e che pure nonostante tutto verrei da te, con il cuore in mano, e ti direi le cose che non so dire, quelle vere, che sono piene di tutto, piene di te. Anche se poco.
Tutto ció che ho. 
Il cuore.
Per te.

giovedì 14 dicembre 2017

COME UN SOFFIO

Se potessi soffiare sulle cose, come fanno i bambini. Loro soffiano, e il dolore non fa più male, tutto passa, tutto scompare. 
Se potessi fare come loro.
Soffierei su una nuvola per vedere il sole, su un bacio per inviare un messaggio d'amore, su una neve bianca ma solo se magica. Tutte le cose belle hanno bisogno di fiato. E i bambini lo sanno.
Si prendono per mano e vanno avanti così, a vedere di quale soffio infinito é fatta la felicità. 

martedì 12 dicembre 2017

FIOCCO DI NEVE

Si dice che in inverno tutto muoia o riposi. Ma non é sempre così. In inverno ci sono le stelle cadenti. Lo sapevi? si chiamano Geminidi e succedono a dicembre, nelle notti di freddo, quando tutto attorno é un universo di indicibile poesia, e tutto é silenzio. Allora il buio non é mai così buio da privare il cielo del suo nome, e qualche cosa risplende nella notte, senza filo e senza voce. Si dice che in inverno il freddo sia così forte da congelare le parole della gente, da gelare cuore e mani. Ma non é sempre così. Succede quando le distanze diventano percorsi introvabili, quando finiscono "i per sempre", quando le cose si lasciano scivolare via, e tutto il freddo fa male e fa paura. Eppure ci si potrebbe morire dentro un abbraccio, nel  calore di un bacio. Se l'inverno ha il tuo respiro, la notte ha i tuoi occhi. Si dice che d'inverno cadono i fiocchi di neve. Non quelli che disegnano i bambini sui quaderni colorati, né quelli che vivono nella fantasia di ritornelli e giravolte, ma quelli che ti incantano davanti alla finestra ed ogni volta è un candore che cresce un po' di piú, così come cresce il cristallo al gelo e diventa una stella. Alcuni non lo sanno, ma ci sono cristalli speciali. Non a sei punte, ma a dodici, con gli angoli smussati eppure perfetti. È raro, ma quando succede l'inverno regala piccoli cristalli sovrapposti...e allora un fiocco di neve è come una poesia, poesia d'amore per te.


venerdì 8 dicembre 2017

CANTO DI NATALE

È questo il periodo piú breve e pieno dell'anno.
Il periodo del vapore sui vetri alla finestra, delle luci per strada, della notte buia ma piena di luccichii che sanno ascoltare.
Il tempo delle parole non dette, il tempo dei ricordi, degli addii, dei nuovi inizi, il tempo pieno di quel tempo che passa veloce, e che richiama un anno nuovo e qualche ricordo in più.
É questo il periodo delle case che parlano, e che raccontano ovunque la propria realtá. Felicità che si stringono attorno una tavola imbandita e definiscono serenità, assenze che si fanno sentire un po' di più, vuoti che tornano e si colmano nel calore di un amore che é come una certezza antica, un po' pianto, canto,  incanto. "Spesso ci sono più cose naufragate in fondo ad un' anima che non in fondo al mare" diceva Hugo.
E in questo periodo é così.
Le cose naufragate riaffiorano e ci dicono chi siamo, si portano via una parte di noi, e ce la restituiscono ogni volta che una canzone torna a dirci quello che conta davvero. E così mi guardo attorno e mi chiedo le cose che non capisco.
Cosa resta davvero, quanto conta quello che sento, perchè gli uomini parcheggiano a 0,3 mm di distanza, quanto sia unico un sentimento. Quello che so è che nell'anima ci naufragano un sacco di cose. C'è chi le chiama passato, chi esperienza, chi ricordi, chi gioia, vita, pianto, tormento. E in questo periodo riaffiorano. Vi si custodisce tutto quello che conta, tutto quello che resta, tutto quello per cui vale la pena...e poi ci sei tu...e allora naufragar m'è dolce in questo mare.


DICEMBRE

Sto aspettando la neve 
la neve per stare al calduccio nel letto
per avere silenzio
morbido
e tutto bianco
Sto aspettando la neve
per avere abbracci
che sanno scaldare
e guardarla alla finestra
con mani da stringere
mani con cui giocare
E poi ci vorrebbero
piccole ombre
di fiamme dal camino
scintille
che sono poesia
d'inverno
luci per la strada
e ancora qualche bacio
ma no
tanti baci
ci vorrebbe
la neve
ci vorrebbe
tutto questo
solo questo
ci vorrebbe
che ci vorresti tu


domenica 3 dicembre 2017

FARFALLE

-Cosa c'é qui?
-Questo é lo stomaco
-ma é morbido
(Eh giá, piatta dove non dovrei e morbida dove non vorrei..ma vabbé..)
-Sì perché sopra ci sono le costole e quella che chiamiamo gabbia toracica
-perché gabbia toracica?
-perché tutte le cose preziose vanno protette...e allora il cuore ha le sue difese
-e lo stomaco no?
-No perché nello stomaco ci sono le farfalle che hanno bisogno di essere libere e volare più forte e più lontano
-davvero ci sono le farfalle?
- sì che ci sono e lo sai anche tu
-e come lo capisco?
-quando sei felice e allora fanno le capriole.
Vedi, nello stomaco ci finiscono un sacco di cose...sogni, illusioni, disillusioni, le lacrime che spingi un po' più giù...ma se ti batte forte il cuore e senti quanto puó essere intenso un respiro...allora hai le farfalle nello stomaco.
-e succede sempre?
-non sempre, e questo é il bello. Sono le cose rare e speciali a far volare le farfalle. 

Un sorriso, un messaggio inaspettato, un bacio, un abbraccio...eccole lì assopite e poi veloci a fare le giravolte e a mettere tutto sottosopra!
-ma allora fa male?
-forse un po', ma é un'esplosione di colori e di ali che ti riempie dappertutto...devi solo saper riconoscere il volo giusto.
-ma allora le farfalle si innamorano?
- in un certo senso sì, perché solo l'amore sa dare spazio a certi voli...
- e se non c'é l' amore?
-allora credimi, le farfalle non volano.
Ci vuole pazienza, perché ogni bruco prima di diventare farfalla deve crescere e diventare un po' piú forte. A volte é doloroso, a volte é difficile, a volte ci vuole forza e coraggio. Anche i bruchi sono coraggiosi.
-e come fanno?
-seguono il cuore, quello che lo fa battere. Ad ogni battito diventano grandi un po' di piú, non vedono l'ora di diventare farfalle.
-e dopo volano via?
-No perchè l'amore é tempo che passa e che aspetta.
Lo stomaco su questo non sbaglia mai, anche se é morbido e non é chiuso in una gabbia. 

lunedì 27 novembre 2017

FIABA

L'altro giorno parlando con Martina mi ha detto: "vedi se ti batte il cuore, senti se respira". Ci é voluto poco per capire che il cuore batte in un sacco di posti, ma é solo in quelli speciali che respira davvero. Tu forse non lo sai, sei ancora piccola, ma ci sono respiri che ti tolgono il fiato, e tutto quello che puoi fare é sentire il battito del tuo cuore che accelera un po' di piú, e forse fa un po' male, ma é bello. Alcuni dicono che possono farne a meno di questi respiri speciali, e portano in giro il cuore a cercare in ogni nuovo posto il sapore del primo, ma io ti dico che non é così, c'é un unico grande respiro che dà senso a tutto il resto, e a volte respirare in due è come un unico grande battito, un unico grande sapore. Sono respiri interi, che vivono di meraviglia, di fiati lunghi e sospiri che lasciano le parole a metà, ed allora esistono laddove uno sguardo sa dare senso a tutto il resto, e lasciano cuori sul vapore del vetro, su un fiato alla finestra. A volte manca l'aria, spezzano il fiato. Ma son quelli che rendono bella la pioggia d'autunno, la fine di novembre, quelli che lasciano un piccolo calore sul cellulare, quando tutto é freddo e sta arrivando dicembre.Tu non lo sai, ma il cuore é un po' pazzo e a volte respira a modo suo. A volte si completa, a volte vive nel sapore di un respiro appena sfiorato, nel fiato corto di un ricordo, ed è assenza e mancanza. Ti sembrerà strano ma il cuore ci può vivere di questi respiri lontani, di questi respiri a metà, di questi battiti che sanno un po' di lacrime e incanto, perché tutto quello che conta é respirare un po' di più, fare un respiro più grande, dove tutto sopravvive e ritorna. 
É che il cuore batte in tanti posti, ma solo in uno vive e sorride.

sabato 25 novembre 2017

DONNA

Se dovessi definire cosa significa donna, non so se riuscirei, se sono la persona più appropriata. Intendiamoci, donna sono donna, e la prova non sono soltanto l'amore per le scarpe, i parcheggi selvaggi, o il discorso interminabile che ti farei con frasi e parole che forse durerebbero ore. Se riuscissi ad esprimermi tutto sarebbe diverso, così come se riuscissi a far capire tutto quello che provo, le distanze non farebbero male, e le parole non dette sarebbero solo un di più, non servirebbero, né conterebbero, se tutto quello che vorrei é racchiuso dentro un sogno o un abbraccio. E così mi trovo a guardare ancora una volta dentro me stessa, io con i miei capelli più corti e i miei sguardi da bambina, io che guardo le altre e le vedo grandi un po' di più, e dire che forse hai ragione, quando dici che devo ancora crescere, quando le altre sono sicure dietro i loro capelli piastrati e tacchi a spillo e femminilitá, e magari lo sanno quello che emanano, quello che vogliono. 
Lo so che un rossetto rosso non é da me, troppo rosso poi che non credo mi piacerebbe, anche perché per l'impronta di certi baci non ci vogliono colori indelebili, se indelebile é tutta l'emozione di un sentimento racchiuso tra due cuori e un po' di poesia. E così, con i miei capelli appena tagliati che più che donna sembro bambina, mi sono chiesta cosa sia oggi una donna.  E non é solo rigare una macchina e andare in giro con il serbatoio mezzo vuoto perché ogni volta scoccia fare benzina, né farsi guardare sapendo di essere tale, o andare avanti con la propria testa, con i propri valori che sono tutto quello che conta. Essere donna é sapere di potere amare qualcuno e vivere di quel sentimento praticamente per sempre, é accoccolarsi in una verità e crederci fino alla fine, é avere tanta forza anche se fa soffrire, ma solo perché "é giusto così", e allora tutto é valore e sentimento. Essere donna é voler amare e proteggere, essere rifugio e conforto per poterti amare ancor di più, é dirti "io ci sono", e allora non contano il tempo che passa, i giochi di chi non vuol vedere, le rughe sulla pelle se sono fatte di lacrime e veritá. Una donna é vero sa come farsi guardare, ma non tutte vogliono essere guardate da tutti, né vogliono essere considerate solo per il loro corpo o la loro bellezza . Alcune amano essere al centro dell'attenzione, altre preferiscono che ci sia una persona che sia lì solo per loro, che le scopri pian piano e all'improvviso, e allora vivono di quella magia perché sanno che le cose che contano sono quelle che sanno di amore e autenticitá. Essere donna non significa solo indossare un profumo o un bel vestito. É crederci fino alla fine, é sapere che c'é un amore così grande per cui vale la pena di vivere e soffrire, ma con una dignità e pienezza di sé, di cui solo le donne sono capaci.

domenica 19 novembre 2017

CITY OF ANGELS

Un film è sempre un film, ma non credo ci sia film migliore per spiegare cosa sia in realtà l'amore. Così, per "festeggiare" il compleanno di Meg Ryan, l'attrice protagonista, ho voluto ricordare una delle pellicole piú belle della storia del cinema, accompagnata da una colonna sonora praticamente perfetta (Iris, dei Goo Goo Dolls), complementare all'ambientazione ed affine all'emozione generale. É inutile dire che City of Angels é uno dei miei film preferiti.
È un film triste, intenso, poetico, a tratti permeato da una liricità e tragicità senza fine, ma così vero nella sua intima drammatica essenza, che il valore di un'esperienza é tutto nell'intensità con cui viene vissuta, nella conquista di un'autenticità, di un sentimento, che é coscienza di sé e pienezza di vita.
Ogni volta che vedo City of Angels piango tantissimo.
É così, puntualmente, ad ogni replica sempre la stessa storia. Occhi gonfi, plaid e divano bagnati (potrei scrivere un manuale su come imbruttirsi e distruggersi la faccia soltanto guardando la tv, come diventare un panda...un disastro!) e non serve a nulla stringere un cuscino o un fazzoletto per fermare la drammaticità di quella che é -poeticamente- una storia d'amore e di vita, una storia triste, a suo modo bellissima, d'amore.
Lui é un angelo immortale che ha il compito di assistere sulla terra le anime di coloro che sono prossimi alla morte e di portarli con sé. Lei é una dottoressa che salva vite, un chirurgo che stringe tra le mani cuori umani per impedirne l'ultimo battito. 
Lei e lui si incontrano, si scontrano, si scambiano vite, si riconoscono l'un l'altra, si innamorano.

"And I'd give up forever to touch you
'Cause I know that you feel me somehow
You're the closest to heaven that I'll ever be
And I don't want to go home right now..."


Seth é un angelo che osserva la vita ma non conosce la vita dell'uomo.
Conosce la luce, il volo delle cose, accompagna la morte, ma non sa cosa significhi il sapore del cibo, il gusto delle lacrime, il tocco di un bacio o il calore delle labbra sulla pelle. Non sa cosa é freddo, né cosa é dolore, non conosce la paura, l'acqua del mare che culla e accarezza, né il vuoto delle cose che mancano, e fanno rumore.

"...And I don't want the world to see me
'Cause I don't think that they'd understand
When everything's meant to be broken
I just want you to know who I am.."


Seth vive su un limite, come un moderno Titone.
Uno spettatore di fronte alla vita e alla morte, che può scegliere se decretare l'una o l'altra, é un messaggero, che non conosce vita e amore. Maggie aggiusta in sala operatoria i cuori degli uomini, sfiora con le mani la vita e la morte.
Non sa cosa significhi vivere davvero, quale senso ci sia a tutto, cosa ci sia oltre il sapore sabbioso e zuccherino di un frutto o di una pera.
Seth conosce gli altri angeli e vede tramonti dove gli uomini scorgono ombre. Ma sceglie di rinunciare a tutto, per amore. Rinuncia alle proprie ali, alla propria eternitá, alla propria immortalitá, alla beatitudine di una piena imperturbabilitá, diventa umano, per amare una donna mortale.

"...And all I can taste is this moment
And all I can breathe is your life
And sooner or later it's over
I just don't wanna miss you tonight..."

Ed é qui il senso del film, nell' amore che ci rende umani, che ci fa scoprire il sapore di un volo e di una rinascita, lo stordimento di una caduta sull'asfalto, di un ultimo grande volo, da un cielo pieno di senso e di perché. É l'amore che è come un salto nel vuoto, un viaggio di ali che porta a trovarne di nuove, e allora non conta volare da soli se la mia ala é la tua e tutto questo ci fa essere vivi, se amore é vivere e amare é soffire, se é un unico grande volo, verso una nuova, diversa, eternità. 
Il film é ricco di spunti interpretativi, di parallelismi che evocano un gioco semantico di richiami e capovolgimenti. 
C'é il salto nel vuoto di Seth e il "folle" volo di Maggie (dove, ancora una volta, il viaggio di conoscenza di dantesca memoria é un bisogno di sapere), c'é la paura di cambiare e il desiderio di completarsi, c'é la perdita della incoscienza e il dolore della coscienza, c'é l'umanizzazione del io e la consapevolezza che solo attraverso l'amore, e la dimensione della sofferenza che questo comporta, si può diventare "veramente" umani. Nei film Disney l'amore é visto sempre come una danza.
É un incrocio di anime, una musica, un cambiamento sospeso tra paura e magia, tra armonia e veritá, ma é sempre una danza, un volo perfetto tra due cuori, tra evoluzioni e nuove realtá. In City of Angels la visione escatologica della caduta dell'angelo che scopre la bellezza della vita, una bellezza fatta di precarietà, dolore e sentimento, coincide con un salto nel vuoto, con l'abbandonare l'eusebeia della atarassia divina, per un semplice cuore che batte, per farsi umano, scoprirsi le ferite, e volare il volo eterno di tutti quelli che sanno cosa significa vivere, amare e soffrire.